L'arte del Ferro battuto

Il primo Blog italiano interamente dedicato all'arte del ferro battuto
lunedì, 26 gennaio 2009

La Saldatura ad Arco - 4° Parte

In questa quarta puntata sulla saldatura ad arco, parleremo delle tecniche di saldatura più diffuse ed efficaci.


Ma vediamo alcune Tecniche più da vicino :
 
  • Prima di tutto è importante la posizione e lo spostamento dell'elettrodo.
  • La lunghezza dell'arco dev'essere costante e quasi uguale al diametro dell'elettrodo.
  • Saldare tirando verso di sè l'elettrodo che dev'essere inclinato di 60° rispetto al piano della saldatura.
  • Regolare l'avanzamento dell'elettrodo per ottenere una larghezza di cordone pari al doppio del diametro dell'elettrodo.
  • Realizzare il cordone di saldatura spostando l'elettrodo lentamente.


saldatura-ad-arcoAl momento della fusione dei metalli, solitamente si forma un agglomerato di impurità metalliche chiamato comunemente scoria. Questa scoria protegge il cordone di saldatura al momento del suo raffreddamento.

Per Eliminare queste scorie metalliche, è sufficente dopo la saldatura picchiettare il cordone con un martello. Dopodichè pulire la saldatura con una spazzola metallica e spianare il cordone con una lima o una mola. In alternativa si può levigare il cordone di saldatura con una smerigliatrice angolare.


Nota : Attenzione a non toccare mai a mani nude il pezzo appena saldato!


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categorie: ferro battuto, artiginato, saldatura ad arco
venerdì, 16 gennaio 2009

La Saldatura ad Arco - 3° Parte

Dopo aver parlato delle regole di base per una corretta saldatura ad arco, oggi andremo ad approffondire questa tecnica illustrando le fasi iniziali della saldatura.


Inizio della Saldatura :


  • Innestare la saldatrice.

  • Proteggere il viso con la maschera, quindi sfregare l'estremità dell'elettrodo sul pezzo da saldare per 1-2 cm affinchè si producano delle scintille.

  • Allontanare l'elettrodo di 4-5 mm così da stabilire l'arco elettrico,dopodichè riavvicinarlo a 2-3 mm dal pezzo ed iniziare così la saldatura.


saldatura_ad_arco_2
saldatura_ad_arco_1
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categorie: ferro battuto, artiginato, saldatura ad arco
giovedì, 08 gennaio 2009

La Saldatura ad Arco - 2°Parte

saldatura_arco_attrezzaturaAnche queste feste natalizie sono ormai alle spalle, e dopo ben 15 giorni di silenzio questo blog torna piano piano a parlare.
E il primo articolo di questo 2009 sarà la seconda puntata della serie di articoli dedicati alla saldatura ad arco nel ferro battuto.

Nella scorsa puntata abbiamo parlato di quanto possa essere importante la fase della saldatura ad arco per un fabbro e di come scegliere tutto il materiale necessario ad una corretta saldatura. Questo tipo di saldatura è infatti ottimo per molti articoli in ferro battuto e per la sua facilità di utilizzo.


In questo articolo vorrei illustrare in pochi semplici passi, le regole di base per una corretta saldatura ad arco.

  • I pezzi da saldare devono essere puliti e liberati da tracce di ruggine con una spazzola metallica.
  • Proteggere gli occhi con una maschera per saldatura, le mani con dei guanti, ed il corpo con dei vestiti spessi.
  • Stringere saldamente l'uno contro l'altro i pezzi da assemblare con dei morsetti.
  • Scegliere il diametro dell'elettrodo secondo lo spessore dei pezzi da saldare.
  • Inserirlo nella testa della pinza porta-elettrodo assicurandosi che sia fissato bene.
  • Regolare l'intensità di saldatura secondo il diametro dell'elettrodo utilizzato.


Queste sono le regole di base per una corretta saldatura ad arco, nel prossimo articolo andremo a scoprire più in dettaglio questa tecnica di saldatura.

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mercoledì, 24 dicembre 2008

La Saldatura ad Arco - 1° parte

saldatura_ad_arcoPrima di salutarvi in vista di una breve pausa natalizia, vorrei iniziare con il primo di una serie di articoli su una perfetta saldatura ad arco. Questo perchè non solo per il lavoro quotidiano di un fabbro, la saldatura ad arco può essere importante per lavori meno complessi.

Oggi parlerò dell'importanza della scelta del materiale necessario ad una perfetta saldatura ad arco.

Cos'è la Saldatrice ad Arco?

La Saldatrice ad arco produce un arco elettrico liberando un forte calore ( tra 4000° e 4500° ) che fonde i
metalli ferrosi e permette l'unione con un metallo dello stesso tipo.
La saldatrice è quindi un trasformatore elettrico alimentato da una rete di corrente che va da circa 220 a 380 volts.
Essa fornisce una corrente elettrica di voltaggio più debole ( da 45 a 50 volts ) però con una forte
intensità ( tra 100 e 700 A ).

  • Uno dei morsetti della saldatrice è collegato al pezzo da saldare con una pinza a massa.
  • L'altro polo è costituito da un elettrodo fissato sul porta elettrodo.

Gli elettrodi sono composti a loro volta da :

  1. un'anima di filo metallico dello stesso tipo del metallo da saldare.
  2. Il metallo d'apporto.
  3. Un rivestimento disposto come una guaina attorno all'anima.

Avvicinando così l'elettrodo al pezzo da saldare si crea un cortocircuito, da qui l'arco elettrico che libera
una luce intensa e un forte calore, assicura la fusione dei pezzi di metallo da saldare e quella dell'elettrodo che deposita così del metallo d'apporto.

Attrezzi

  • Smerigliatrice
  • Martello da Saldatore
  • Spazzola metallica
  • Pinza
  • Morsa
  • Morsetti
  • Maschera di protezione
  • Guanti


saldatura_ad_arco_1


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venerdì, 19 dicembre 2008

Un nuovo colore per i nostri mobili in ferro battuto

dipingere_il_ferro_battuto

Spesso ci si domanda come poter ridipingere un vecchio mobile in ferro battuto a cui si vuole donare nuova vita o semplicemente lo si vorrebbe integrare in un ambiente meno classico.

Per questo motivo prima di iniziare a dipingere il nostro mobile in ferro battuto, è necessario prepararlo al meglio con alcuni utili consigli.




Questi suggerimenti vanno bene sia per mobili da interno che da esterno :

Se il supporto è a vista e in buono stato

  • Levigare leggermente e sgrassare con tricloroetilene
  • Passare una mano di antiruggine insistendo sugli angoli

Se il supporto è in cattivo stato

  • Sgrassare con della trielina il metallo a nudo e pulire con uno straccio asciutto
  • Applicare una o due mani di antiruggine insistendo sugli angoli

Se il supporto è dipinto e in buono stato

  • Levigare leggermente con della carta vetrata a grana fine
  • Pulire e passare con acquaragia
  • Applicare due mani di antiruggine

Se il supporto è dipinto e in cattivo stato

  • Togliere la pittura con prodotti chimici idonei
  • Bruciare la pittura con una fiamma ossidrica e togliere le eventuali bolle con la spatola
  • Pulire con la spazzola metallica, levigare e passare l'acquaragia
  • Applicare due mani di antiruggine insistendo sugli angoli

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categorie: ferro battuto, artiginato, dipingere il ferro battuto
venerdì, 12 dicembre 2008

Suggerimenti per una buona Finizione del Ferro

Come ottenere una finitura perfetta nella lavorazione del ferro battuto?
In questa seconda e ultima parte vedremo alcuni utili suggerimenti e tecniche per una corretta finizione.

1) Grafitazione:

Consiste nell’utilizzare, sulla superficie già trattata con smalto, polvere di grafite per ottenere ombreggiature simili a quelle dei vecchi ferri battuti.

Il procedimento consiste nell’applicazione di uno strato di smalto sul metallo pulito e protetto da antiruggine. A metà processo di essiccazione si cosparge il ferro con polvere di grafite ed alla fine dell’essiccazione si elimina la polvere in eccesso.

2) Brunitura:


Brunitura_del_ferro_battuto









Esistono due metodi:


  • Si scioglie la cera d’api con il nerofumo e si procede alla sua applicazione sul ferro con un pennello. Alla fine si spazzola l’oggetto con una spazzola di acciaio
  • Si prepara una soluzione composta da: acqua, acido nitrico, solfato di rame, nitro dolce, tintura di ferro, sublimato corrosivo ed alcol, che viene poi spalmata sul ferro e lasciata agire per circa 30 ore.
  • Successivamente si tratta l’oggetto con una spazzola rigida e poi si passa una seconda mano di soluzione sul manufatto. Una volta asciugato, si lava ed asciuga.
Sia la grafitazione che la brunitura sono tecniche usate per ottenere il caratteristico aspetto brunito del manufatto in ferro.


3) Nichelatura:

nichelatura_del_ferro_battuto

Consiste nel rivestire il ferro con un sottile strato di nichel a scopo protettivo e decorativo.

La nichelatura si ottiene in due modi:

  • Per immersione: si scalda una soluzione di cloruro di zinco al 12% fino all’ebollizione, la si mette in un vaso di terracotta e si immerge il ferro da trattare per un’ora circa. Alla fine si asciuga l’oggetto con gesso in polvere e lo si spazzola per la lucidatura.
  • Per strofinatura: con uno straccio umido si distribuisce sull’oggetto una polvere ottenuta mescolando polvere di nichel, solfato di ammoniaca e magnesio.

4) Zincatura:

Serve per creare uno strato protettivo sul ferro, ricoprendolo con un sottile strato di zinco, che evita l’aggressione di agenti atmosferici.
La lavorazione avviene immergendo il ferro in speciali bagni.

5) Verniciatura:

E' la finizione del ferro più diffusa. Per verniciare un oggetto occorre seguire le seguenti fasi:

  • Saldare e stuccare le fessure ed i giunti
  • Pulire, spazzolare e scartavetrare la superficie
  • Sgrassare con solventi chimici, come l’acquaragia;
  • Trattare con preparati antiruggine che servono da base per la verniciatura;
  • Procedere alla verniciatura con prodotti smaltanti stesi a pannello, a spugna, o a tampone e seconda dell’effetto che si vuole ottenere.

I prodotti maggiormente utilizzati per la verniciatura sono gli oli essiccativi, le resine naturali o sintetiche, i semisintetici, gli antiruggine a base di zinco e le vernici trasparenti.


Alla Prossima!
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categorie: ferro battuto, artiginato, finizione, finizioni
venerdì, 05 dicembre 2008

L'importanza di una corretta Finizione nel Ferro battuto

Oggi vorrei iniziare con la prima parte di questo post dedicata all'importanza sempre maggiore che le finizioni hanno nella lavorazione del ferro battuto.
Infatti come ormai molti fabbri ferrai già sapranno, un manufatto ben lavorato richiede una corretta finizione. Oggi esistono diverse tecniche di trattamento superficiale per rispondere alle diverse esigenze.

Di seguito inizieremo esplorando alcune tecniche finizione che è possibile adottare durante la lavorazione del ferro :

1) Finizione tipo “ruggine”:
In questo caso la ruggine, solitamente rimossa perché considerata distruttrice, non si elimina dalla superficie, ma viene volutamente provocata per ottenere oggetti all’apparenza più antica.
La ruggine si provoca con sali e acidi. In un secondo tempo si pulisce il materiale con carta seppia e acqua, lo si lava e si stende una vernice trasparente protettiva che blocca il fenomeno della ruggine.

2) Ossidazione sospesa nel procedimento:
Il ferro, a contatto con l’aria, assume colorazioni diverse che vengono riprodotte come ornamento del manufatto. Gli effetti ottenuti sono ombreggiature, striature.

Il processo di lavorazione si ottiene in tre fasi:
  • si ossida il manufatto con sali o acidi
  • si pulisce con carta seppia e acqua e si asciuga l’oggetto con un panno
  • infine si procede alla verniciatura del manufatto.

3) Spazzolatura:
E' una tecnica che serve a conferire all’oggetto in ferro un aspetto più “ruvido e vissuto”. Si graffia l’oggetto con una spazzola di ferro e la si tratta con uno stato di vernice trasparente per far risaltare l’effetto ottenuto.

4) Sabbiatura:
E' un procedimento di pulizia delle superfici con sabbia sparata a compressione sull’oggetto.
Con la sabbiatura si ottiene un effetto a buccia d’arancia e può avvenire a secco, ottenendo un effetto più incisivo, oppure a umido.

5) Ceratura:
Si pone sul manufatto un leggero strato di cera per proteggerlo dagli agenti ossidanti.

La ceratura può avvenire in due modi:

  • si distribuisce sull’oggetto uno strato di cera liquida
  • successivamente si toglie la cera in eccesso per lasciarne un leggero strato protettivo
  • si strofina la cera in barrette sull’oggetto e si elimina anche in questo caso la cera in eccesso strofinando con un panno morbido.

In entrambi i casi si ottiene una superficie lucida e liscia al tatto.


Nella seconda parte continueremo l'esplorazione attraverso le tecniche di finizione del ferro battuto.
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categorie: ferro battuto, artiginato, finizione, finizioni
giovedì, 27 novembre 2008

L'importanza del Taglio nella lavorazione del Ferro

Oggi vorrei parlare dell'importanza del taglio nella lavorazione del ferro battuto. Questo perchè oggi nel panorama della produzione industriale vi è una conversione dell'attività del Fabbro.

Infatti oggi, la produzione industriale trasforma il lavoro del fabbro da forgiatore – modellatore, in assemblatore di elementi semilavorati già configurati, ottenuti dal taglio di profilati secondo un disegno progettuale.

Il taglio è importante nella lavorazione del ferro perché permette di ottenere effetti diversi a seconda dell’uso del manufatto.

Il taglio può essere eseguito tramite:


seghetto_da_ferro
- seghetto da ferro:
è il modo più facile per effettuare il taglio; in questo caso il taglio non è sempre perfetto, ma d’altra parte questa operazione non richiede una particolare perfezione.
Utilizzato per :
1. tagliare tubi in PVC
2. tagliare la balsa
3. tagliare i colli delle bottiglie

                                           


sega_circolare

- sega circolare o a nastro:
Il taglio viene effettuato in modo  più preciso rispetto al seghetto da ferro.








disco_abrasivo
- disco abrasivo elettrico:
di facile utilizzo per esempio nelle fasi di installazioni
di cancelli, inferriate o portoni;









taglio_plasma- Taglio al plasma:
il taglio viene effettuato con il cannello su pezzi di un certo volume, quando cioè lo spessore del ferro da tagliare sarebbe difficoltoso con i metodi visti precedentemente.

1. Il principio fisico del taglio al plasma
Il sistema di taglio ad arco in presenza di plasma venne sviluppato a partire dagli anni ’50, allo scopo di poter tagliare metalli che non erano altrimenti tagliabili con la classica fiamma ossiacetilenica usata all'epoca. Parliamo di materiali quali acciai inossidabili, alluminio e rame. La tecnica del taglio al plasma consiste essenzialmente in un flusso di gas, solitamente argon, idrogeno o azoto, che viene prima ionizzato e portato ad altissima temperatura (stato fisico di plasma, appunto), quindi successivamente utilizzato concentrandolo attraverso un particolare ugello.

2. Tecnologia del Taglio al Plasma
Il flusso di plasma così descritto viene usato soltanto per tagliare materiali quali la plastica. Per poter tagliare invece dei materiali metallici, deve essere implementato con l'aggiunta di un arco elettrico, che viene innescato tra il pezzo da tagliare e l’elettrodo che emette il getto di plasma. Questo artifizio ha lo scopo di aumentare il trasferimento di energia sul metallo, favorendo il taglio. Gli impianti di taglio al plasma presentano però delle problematiche legate agli impianti di aspirazione dei fumi necessari per abbattere il rischio di inquinamento.

3. Pregi e Difetti del taglio al plasma
Il taglio al plasma di tipo convenzionale si è sempre caratterizzato per i suoi contrastanti pregi e difetti: da un lato l'elevata efficienza lavorativa in termini di costi e tempi di taglio, dall'altro però la scarsa qualità del bordo di taglio, cosa che comporta quasi sempre la necessità di una successiva lavorazione dei bordi. Infatti, la zona prossima alla linea del taglio viene alterata termicamente in maniera pesante e assume inoltre un’estensione davvero non trascurabile. Il pezzo per giunta è soggetto a tensioni residue, distorsioni e variazioni di carattere strutturale e anche metallurgico. Con l’avvento dei sistemi di taglio al plasma con alta definizione, caratterizzati cioè da un plasma con una maggiore intensità di energia, la qualità di taglio è migliorata notevolmente, al punto da consentire l’utilizzo di questo sistema anche in applicazioni raffinate senza richiedere una successiva lavorazione dei bordi.



taglio_laser- Taglio al laser: viene utilizzato nelle lavorazioni in cui la precisione è fondamentale. Infatti questo sistema garantisce la precisione del taglio, che può essere controllato con sistemi informatici a controllo numerico.


1. Il funzionamento del laser si basa sull’emissione stimolata di radiazione da parte degli atomi di una certa sostanza che viene chiamata materia attiva. Gli atomi vengono dapprima eccitati, cioè pompati in uno stato energetico superiore tramite una sorgente, quindi stimolati ad emettere l’energia immagazzinata per mezzo di una radiazione esterna di frequenza determinata. I fotoni che compongono la radiazione emessa, hanno la frequenza caratteristica degli atomi che li hanno prodotti e viaggiano in fase con i fotoni stimolatori. L’amplificazione della luce viene ottenuta come conseguenza del movimento dei fotoni in una cavità risonante, cioè in uno spazio delimitato da due specchi paralleli, di cui uno totalmente riflettente e l’altro solo parzialmente. Durante il movimento, i fotoni colpiscono altri atomi eccitati che a loro volta emettono nuovi fotoni. Contemporaneamente, la luce laser monocromatica ad alta intensità e direzionalità filtra all’esterno attraverso lo specchio semiargentato.

2. Laser a Rubino : 

il laser a rubino è importante soprattutto dal punto di vista storico, essendo stato il primo laser a funzionare nel 1960 (Maiman). Il rubino è un cristallo di allumina (sesquiossido di alluminio: Al2O3), drogato con circa lo 0.05% di ioni cromo trivalente Cr2O3, che gli conferiscono il caratteristico color rosso. 

L'alluminio e l'ossigeno sono otticamente inerti, mentre gli ioni Cr3+ sono i centri otticamente attivi. Si tratta di un laser a 3 livelli: quando si irraggia il cristallo di rubino con luce bianca, questa viene assorbita dagli ioni cromo e molti elettroni vengono eccitati in un'ampia banda di livelli energetici. Alcuni elettroni ritornano rapidamente allo stato fondamentale, ma altri, tramite una transizione che cede energia vibrazionale al cristallo, vanno in livelli metastabili la cui vita media è circa 104 volte maggiore di quella degli altri stati eccitati. 


Quando l'atomo si diseccita emette luce rossa. Questo fenomeno, che tra l'altro è responsabile della brillantezza del rubino, viene sfruttato per ottenere l'emissione laser del rubino su due righe a 692 e 694.3 nm. E' interessante notare come il rubino, cresciuto sotto forma di cristallo cilindrico, viene usato sia come mezzo attivo che come risonatore: le due basi del cilindro, piane e parallele, vengono infatti lavorate otticamente e rivestite con un coating riflettente (tipicamente R1 ~ 96% ed R2 ~ 50%) in modo da funzionare come i due specchi di un risonatore ottico. 


Il laser a rubino ha bisogno di una sorgente di pompaggio assai intensa, trattandosi di un sistema a tre livelli, quindi poco efficiente; si usano in genere lampade a Xenon o a vapori di mercurio. Le potenze di uscita tipiche sono dell'ordine di qualche Watt quando si opera in continua e arrivano a ~ 20 kW in regime impulsato (impulsi da 100 J), a 100MW in Q-switching (~ 10 ns) ed a qualche GW in mode-locking (1 fs).

3. Laser a centri di colore : 

E' una classe di laser che utilizzano come centri attivi i cosiddetti centri di colore in cristalli di alogenuri alcalini (KCl, NaCl, LiF...), vale a dire elettroni che sostituiscono uno ione negativo. Alcuni di questi centri, opportunamente associati con ioni impurezza positivi, costituiscono un ideale sistema a 4 livelli. I centri di colore emettono in genere nel vicino infrarosso e vengono pompati nel visibile. 


Si ottengono potenze medie dell'ordine del mW, ed il laser può essere usato per misure spettroscopiche a causa dell'elevata purezza spettrale e dell'accordabilità in frequenza della radiazione di uscita. Questi centri hanno il difetto di funzionare bene, in genere, alla temperatura dell'azoto liquido (77K), il che ne limita l'uso. Buone prospettive offre il laser composto da centri F2+ (un elettrone che sostituisce due ioni negativi) in LiF, che emette nel visibile a temperatura ambiente.



Alla prossima!
 
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categorie: ferro battuto, artiginato
mercoledì, 19 novembre 2008

Come salvare l’ambiente utilizzando meno plastica

Ecologia della TerraVorresti ridurre il tuo impatto ambientale ma non sai da dove iniziare, e pensi di avere un periodo di tempo limitato e poche risorse per farlo?

Oggi dedicherò questo post al tema sempre più sentito del rispetto verso l’ambiente e dell’impatto che materiali come la plastica hanno su di esso nel corso degli anni. Infatti nonostante l’utilizzo diffuso e massiccio delle materie plastiche abbia portato con sé indubbi vantaggi e benefici, la plastica è anche ad oggi il maggior fattore di inquinamento del nostro pianeta.

Innanzitutto a causa della sua origine, che risiede principalmente nel petrolio, comporta un primo livello di inquinamento dovuto alla sua estrazione, trasporto e stoccaggio degli idrocarburi; segue il processo di lavorazione del petrolio e della trasformazione in plastica che comporta la produzione di emissioni nocive per la salute e per l 'ambiente; a questi si aggiungono i residui della produzione, di stoccaggio e smaltimento.

Ma tutto questo continua anche quando ha esaurito il suo ciclo al servizio dell'uomo perché la maggior parte delle plastiche non è biodegradabile, quindi se viene abbandonata nell'ambiente vi rimane per parecchi anni.

Fortunatamente nella nostra vita quotidiana è possibile fare già molto per ridurre notevolmente l’impatto ambientale che moltissimi oggetti in plastica di uso quotidiano hanno ogni giorno sul nostro amato pianeta, e con pochi piccoli passi a casa si può fare una grande differenza nel mondo.

Di seguito ho raccolto alcune piccole idee facili ed ecologiche che non necessitano di grandi investimenti, ma offrono immediati benefici per la propria salute, riducendo gli inquinanti per la casa con chiari effetti positivi a lungo termine sul benessere del nostro pianeta.

In cucina :

contenitori di vetroAl posto di : Contenitori di plastica per conservare il cibo

Scegliete :  Contenitori per conservare il cibo in Vetro

Perché :  La plastica è fabbricata a partire da fonti non rinnovabili come il petrolio. Al contrario il vetro, prodotto da materie quali sabbia, soda, cenere e calcare, può essere facilmente riciclato e continuamente trasformato in altri prodotti di vetro. Inoltre è atossico, non macchia e non deposita sostanze tossiche all’interno di cibo e acqua. Sostituisci ad esempio la tua bottiglia di plastica con una in vetro o metallo e riutilizza l’acqua del rubinetto filtrata.

 


borse di telaAl posto di : borse o sacchetti di plastica

Scegliete :  borse o sacchetti riutilizzabili

Perché :  Per quanto spesso la plastica sia più facile da riciclare, la tela ad esempio permette un maggior riutilizzo della borsa o sacchetto ogni volta che facciamo la spesa.



pentole in ghisa

Al posto di : Pentole con rivestimento antiaderente

Scegliete :  Pentole in ghisa, rame o ferro

Perché : I rivestimenti antiaderente sono perlopiù miscele di fluoro polimeri, fabbricati con l’uso del PFOA (acido perfluoroctanoico), una sostanza chimica che provoca problemi di sviluppo sugli animali da laboratorio. L’utilizzo di pentole in ghisa in questo caso può aumentare la quantità di ferro benefico nel cibo fino all’80%.

 


 

 

Nella zona giorno :

lampadine fluorescenti 1

Al posto di :  Lampadine ad incandescenza

Scegliete :  Fluorescenti compatte ( LCF )

Perché :  Le lampadine fluorescenti compatte utilizzano molta meno energia per bulbo rispetto alle tradizionali lampadine ad incandescenza e durano fino a dieci volte di più rispetto a quelle tradizionali. Per questo sostituire ad esempio quattro lampadine tradizionali con lampadine fluorescenti può ridurre enormemente le emissioni di CO2. Inoltre visti i loro bassi consumi con sole quattro lampadine fluorescenti si possono risparmiare fino a 100 euro sulla bolletta.

lampadine fluorescenti 2lampadine fluorescenti 3

tavolo in ferro battutoAl posto di : Tavoli, sedie e oggetti d’arredamento in plastica

Scegliete : Tavoli, sedie e oggetti in ferro battuto

Perché : Al contrario della plastica, il ferro battuto è composto da sostanze poco inquinanti senza nessuna emissione di CO2 nel tempo. Questo consente di avere un ambiente più sano mantenendo al tempo stesso un ambiente dal design ricercato. Inoltre il ferro battuto può essere riciclato per produrre altri oggetti proprio come il vetro.

 

Eco-Suggerimento : per assorbire gli odori, nascondere una scatola di bicarbonato di sodio in qualsiasi stanza della vostra casa.

 

Spero di averti fornito qualche suggerimento utile per risparmiare e sopratutto rispettare maggiormente l'ambiente in cui viviamo.

Alla Prossima!

 

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martedì, 18 novembre 2008

Il recupero degli oggetti in Ferro Battuto

Anche in questo posto vorrei soffermarmi maggiormente sulla necessità che spesso porta a recuperare un oggetto in ferro battuto come ad esempio un antico tavolo oppure una lampada.

Nel mio precedente articolo avevo parlato dell'aspetto relativo alla pulizia di un oggetto in ferro battuto ed alla sua manutenzione. Oggi vorrei soffermarmi un pò di più sulle tecniche principali di recupero vero e proprio di un oggetto in ferro battuto che alle volte viene buttato senza sapere che è possibile recuperarlo e riutilizzarlo come arredamento di design.

I fattori che intervengono nel processo corrosivo principalmente sono:

− umidità relativa
− temperatura dell’aria
− natura del materiale
− proprietà fisiche del materiale
− possibilità di un attacco galvanico

In genere si eseguono tre tipi di operazioni per il recupero dei materiali in ferro battuto:

1) Pulizia mediante spazzole di ferro o dischi abrasivi e sverniciatura con solventi o
cartavetro.
2) Trattamento protettivo con prodotti antiruggine coprenti o trasparenti a seconda
dell’effetto finale che si vuole ottenere.
3) Verniciatura con smalti o oli.

Il restauro di un oggetto in ferro colpito da ruggine può avvenire scegliendo tra diverse tecniche a seconda del tipo di degrado:

1. oggetti seriamente corrosi:
in questo caso si applica un procedimento detto di “stabilizzazione” che serve a fermare il processo di corrosione in atto.
Si agisce con un cannello scaldando il ferro e sfogliando le parti più corrose. Questo procedimento può
anche avvenire con l’impiego di acidi, che rimuovono le parti incoesive e lasciano il ferro pulito.

2. oggetti solo parzialmente arrugginiti o macchiati da tracce di vernice:
Il pezzo viene pulito con acetone e lasciato a bagno con acido fosforico. Si asporta poi la ruggine con una spazzola metallica.

3. oggetti di ferro temprato o combinato con altri metalli: si usa la tecnica “al tannino” che consiste nel pulire il ferro con una spazzola metallica impregnata di acqua distillata, alcol e tannino (estratto vegetale usato per la concia delle pelli).

4. oggetti con una superficie di ferro liscia o levigata con macchie isolate di ruggine o vernice:
queste impurità possono essere pulite con petrolio raffinato.

Anche in questi casi il procedimento di recupero può essere più o meno lungo a seconda dello stato dell'oggetto che vogliamo recuperare. Ad ogni modo se non si dispone dei materiali elencati per il recupero o della padronanza delle tecniche di recupero del ferro battuto è sempre possible affidarsi ad un fabbro esperto, che può riconsegnarci il nostro amato oggetto in ferro battuto in perfetto stato come se fosse nuovo.




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